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ENVIRONMENT AND OLD LANDSCAPE

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martedì 29 marzo 2022

MELO DI FONDO - GRANDI NOVITA' - IL 22 APRILE A FONDO (TRENTO) - ASSOCIAZIONE PATRIARCHI FORNISCE UN GEMELLO DEL MELO DI FONDO ORMAI MORTO

 RICEVIAMO DALL'ASSOCIAZIONE GRANDI PATRIARCHI

E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

LEGGETE LA STORIA CHE STA DIETRO QUESTO EVENTO

GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA 2022



IL MELO DI FONDO (TN) COM'ERA
2013



I FRUTTI



LA NUOVA PIANTA DI MELO DI FONDO



Il 22 aprile prossimo rinascerà la pianta di melo centenaria più vecchia d’Italia, grazie al salvataggio realizzato dall’associazione Patriarchi della Natura in Italia

 

Questo evento speciale dimostra come un gesto d’amore può vincere anche la morte

 

La storia che ci lega al melo di Fondo inizia nel 2011 quando una delegazione dell’associazione Patriarchi della Natura ha partecipato nel mese di ottobre a Pomaria, una manifestazione che si tiene ogni anno in Val di Non per celebrare uno tra i frutti più coltivati nel mondo: la mela.

In quella occasione abbiamo avuto modo di ammirare una bella mostra pomologica che esponeva centinaia di vecchie varietà locali e conoscere le caratteristiche dei vari frutti. In quella occasione era stato presentato al pubblico un progetto denominato “Camminalberi” che permetteva la visita ad alcuni patriarchi arborei più vecchi di tutta la valle e tra questi c’era appunto il melo di Fondo, il più vecchio d’Italia che fino al 2013 cresceva nei campi destinati a foraggio a confine tra il comune di Fondo e Sarnonico.

Già in quella occasione ci eravamo accorti che questo patriarca centenario era avviato verso la fine dei suoi giorni; infatti presentava parte della chioma ormai disseccata e la vegetazione estiva era cresciuta di pochi centimetri.

La maestosità di questo melo ci aveva colpito, soprattutto in ragione del fatto che questa specie non è molto longeva e difficilmente supera il secolo di vita; inoltre era anche un’antica varietà locale che prendeva il nome dal comune di Fondo, infatti si chiamava ‘Rosa di Fondo’ di taglia più piccola delle solite mele rosa, ma di sapore eccezionale. La pianta, dotata di grande rusticità. non veniva mai trattata e nonostante ciò produceva ogni anno grandi quantità di frutti dalla buccia verde brillante con la faccia rossa esposta al sole. Il mese di ottobre non è certo ideale per raccogliere le marze destinate agli innesti, infatti il mese ideale è marzo come dice il nome, ma adottando particolare attenzione siamo riusciti a conservare i piccoli rametti dovuti al lentissimo accrescimento fino alla primavera successiva per poter realizzare gli innesti con una tecnica particolare ed il risultato è stato positivo. Abbiamo così ricavato alcuni gemelli che abbiamo conservato nella nostra banca genetica e uno di questi lo abbiamo messo a dimora presso il Giardino dei Patriarchi d’Italia a villa dei Quintili di Roma dove oggi produce già i frutti. Durante l’estate scorsa  abbiamo avuto l’occasione di andare in Trentino per raccogliere materiale genetico di alcuni patriarchi a rischio di estinzione e abbiamo incontrato Alberto Larcher che, insieme con il signor Rodolfo, aveva progettato l’itinerario “Camminalberi” e parlando di patriarchi abbiamo ipotizzato di mettere a dimora nello stesso punto il gemello del Melo di Fondo. Non è stato difficile convincere il proprietario che ha subito accettato la nostra proposta e così abbiamo deciso pure la data: il prossimo 22 aprile, giornata mondiale della terra, alle ore 15, alla presenza di rappresentanti dell’Amministrazione locale, insieme ai tanti cittadini della Val di Non e amanti della natura coscienti che “ la natura ama nascondersi, per ridonarsi ogni anno, per tutti gli anni”. Un  evento importante per ricordare a tutte le generazioni il rispetto per il nostro unico pianeta. Sono invitati anche i media della comunicazione,  proprio per l’ unicità dell’evento e per  favorire la sensibilizzazione della  comunità degli abitanti la ‘nostra’ terra.

 

“Questa esperienza particolare  vuole essere la prova concreta di quanto l’umanità  può fare per salvare e mantenere la biodiversità che è la prima fra le ricchezze del nostro pianeta. Questo esempio di salvataggio di un’antica varietà locale dovrebbe essere preso come modello anche da altri paesi che stanno perdendo la loro biodiversità.

 

Sergio Guidi presidente dell’associazione Patriarchi della Natura in Italia

www.patriarchinatura.it

info@patriarchinatura.it


    qui di seguito l'articolo di Repubblica di Fabio Marzano:



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