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ENVIRONMENT AND OLD LANDSCAPE

BENVENUTI NEL BLOG DI TERREALTE.ORG DEDICATO AL PAESAGGIO - QUI TROVERETE UNA RACCOLTA DI FOTO SUL PAESAGGIO ITALIANO ANTICO (ARCHEOLOGIA DEL PAESAGGIO E BOTANICA) IN PARTICOLARE SULLE VITI MARITATE (OLD LANDSCAPE )

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lunedì 21 ottobre 2013

CASOLA VALSENIO FRUTTI ANTICHI E DIMENTICATI



CASOLA VALSENIO
IL PAESE DELLE ERBE E DEI FRUTTI ANTICHI E DIMENTICATI





IL CENTRO

Per frutti del passato si intendono quelli che negli ultimi 50 anni hanno conosciuto un lento e silenzioso abbandono a causa dell’affermazione della frutticoltura moderna o industriale. Si trattava di produzioni localizzate, selezionate in numerose varietà nel corso dei secoli; dovevano resistere a stress biotici causati da funghi, batteri e insetti vari in assenza di anticrittogamici, e a quelli abiotici dipendenti dalla disponibilità idrica e dalla qualità dell’acqua e della luce, dalla temperatura.

Cespugli spontanei, piante coltivate negli orti e alberi nei frutteti di casa donavano frutti per il consumo domestico fin dal tardo Medioevo. Caratteristici della stagione autunnale, questi prodotti rappresentavano una preziosa scorta di cibo da conservare con cura per l'inverno. I frutti dimenticati vengono oggi recuperati per la gioia di chi li ha conosciuti nel passato: pere spadone, nespole, mele cotogne, corbezzoli, azzeruole, sorbe, pere volpine, uva spina, senza dimenticare noci,nocciole, melagrane, marroni.

L’impoverimento delle colture porta anche un impoverimento culturale, tanto più in Italia, paese che per i prodotti di nicchia ha un ruolo importante, con oltre 200 produzioni certificate che rappresentano più del 20% del totale europeo. Le indicazioni geografiche sono una dimostrazione del legame tra territorio, cultura e agricoltura, ma va notato che la maggior parte della biodiversità coltivata e dei saperi tradizionali ad essa associati, sono custoditi in una categoria di aziende in genere condotte da persone sopra i 65 anni.

Finora, le attività di “recupero” delle specie hanno portato a valorizzarne diverse, in funzione di mercati particolari. Si va da varietà di albicocco come la Tonda di Castigliole in Piemonte, la Valleggia in Liguria, la Valvenosta in Alto Adige, la Cibo del Paradiso in Puglia, al ciliegio con la Mora di Cazzano in Veneto, il Durone Nero I, II e III in Emilia Romagna, la Ravenna nel Lazio, la Della Recca in Campania, la Ferrovia in Puglia, fino al melo con la Limoncella nel Lazio e in Campania, la Mela Rosa nell’Italia Centrale, la Appio in Sicilia e Sardegna, la Campanino in Emilia Romagna, la Decio in Veneto.

Per i frutti dai caratteristici colori caldi autunnali a Casola Valsenio, in provincia di Ravenna, si è tenuto il12 – 13 e poi il 19 – 20ottobre la Festa dei frutti dimenticati. La ripresa d’interesse verso i frutti di un tempo è rivolta anche al recupero di antichi metodi di conservazione, lavorazione e consumo alimentare. Per questo nel corso della manifestazione si svolgerà un concorso di marmellate e uno di dolci a base di marrone, mentre i ristoranti della zona proporranno per tutto l’autunno la Cucina ai frutti dimenticati. Si tratta di piatti che utilizzano i prodotti tradizionali del territorio proponendo una cucina gradevole, naturale e dal forte potere evocativo.

Insalate di sedano, ribes bianco e rosso in agrodolce, o piatti a base di finocchio selvatico con tarassaco, cerfoglio e salsa di melograno, ottimi se conditi con l'olio extravergine Brisighello: nei menù che si potranno assaggiare in questo periodo compaiono i risotti di pere volpine, l'arrosto di arista con castagne e lamponi o il rotolo di vitello al melograno, la crostata di marmellata di sorbe, le prugnole ripiene di noci e zabaione, il sorbetto alle corniole.




FOTO R. CONTI
IL GIARDINO DELLE PIANTE OFFICINALI
DEDICATO AL PROF. AUGUSTO RINALDI CERONI

FOTO R. CONTI
SABATO 19 A CASOLA VALSENIO

FOTO R. CONTI




FOTO R. CONTI

OLD FRUIT



C'ERA UNA VOLTA IL SAMBUDELLO
SE NON SAPETE COS'E' CHIEDETELO......


IL CONVEGNO DELL'ASSOCIAZIONE CON L'ASSESSORE ALL'AGRICOLTURA


S. GUIDI A CASOLA VALSENIO CON GUIDI PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE ALBERGATORI


L'ANTICA VITE DI CASOLA





ASSOCIAZIONE PER LA VALORIZZAZIONE DELLE ERBE E DEI FRUTTI DIMENTICATI

Una nuova associazione tra imprese agricole e del turismo per promuovere il territorio. A Casola Valsenio è infatti nata l'Associazione per la valorizzazione delle erbe e dei frutti dimenticati. L'intento è quello di promuovere, attraverso eventi e manifestazioni, l'identità storica, culturale, ambientale e turistica. L'associazione vuole promuovere e sostenere l'offerta turistica locale puntando sulla qualità e sulla salubrità dei prodotti tipici di Casola Valsenio con iniziative proprie e con la presenza nelle principali manifestazioni e eventi turistici incentrati sulle produzioni del territorio.

Fino ad oggi all'associazione hanno aderito 33 aziende che operano in agricoltura, nel turismo e nella ristorazione.
Presidente dell'Associazione è Filippo Gentilini (agricoltore) e vice Presidente Villiam Briccolani (ristoratore). Il Consiglio è composto da Claudio Agide (agricoltore), Silvano Bacchilega (Az. agrituristica), Bruno Boni (Presidente Pro Loco), Gaziano Donattini (agricoltore), Catia Fava (ristoratore), Alberto Ghetti (agricoltore), Leo Iseppi (Presidente Coop Montana), Stefania Malavolti (agricoltore), Franco Mazzoni (ristoratore), Antonella Minardi (agricoltore), Donata Monducci (Az. Agrituristica), Sergio Spada (agricoltore), Claudio Veroli (ristoratore)



martedì 15 ottobre 2013

martedì 8 ottobre 2013

VITE MARITATA CASSIANO BASSO GEOPONICA



PASSI SULLA VITE MARITATA DI CASSIANO BASSO
TRADUZIONE ITALIANA DI EMANUELE LELLI








INTERESSANTI PASSI DA GEOPONICA CASSIANO BASSO SULLA VITE MARITATA

SIAMO INTORNO AL V O VI SECOLO D.C.  A COSTANTINOPOLI MA LA RACCOLTA
EFFETTUATA DA CASSIANO BASSO E' SU FONTI ANCHE MOLTO PIU' ANTICHE

martedì 1 ottobre 2013

VILLA DEI QUINTILI INAUGURAZIONE Giardino dei Patriarchi dell’Unità d’Italia AMBIENTE ITALIA, TRASMISSIONE RAI



RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Associazione Nazionale Patriarchi d’Italia
Comitato per la Bellezza


FOTO DEL 27 SETTEMBRE


COMUNICATO STAMPA

NASCE SULL’APPIA ANTICA
IL GIARDINO DEI PATRIARCHI
DELL’UNITA’ D’ITALIA

La mattina del venerdì 27 settembre 2013, alle ore 11,  presso la Villa dei Quintili, in via Appia Nuova n. 1092, si e’ tenuta la cerimonia di inaugurazione del Giardino dei Patriarchi dell’Unità d’Italia. Si tratta di un giardino davvero speciale, dove sono stati messi a dimora i “gemelli” degli alberi monumentali più significativi di tutte le regioni d’Italia. Venti Patriarchi, uno per regione o provincia autonoma.
Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione fra la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, Arpa Emilia-Romagna, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ispra, il Comitato per la Bellezza ed il patrocinio della Regione Emilia-Romagna.
Il Giardino dei Patriarchi dell’Unità d’Italia è stato realizzato – va sottolineato – con l’adesione del Presidente della Repubblica. Per la Soprintendenza per i Beni archeologici ha operato la direttrice dell’Appia Antica, Rita Paris coi suoi collaboratori, per l’Associazione Patriarchi, il presidente Sergio Guidi, e per il Comitato per la Bellezza, Vittorio Emiliani.
L’Associazione Nazionale Patriarchi d’Italia, nata in Emilia-Romagna, ha sede a Forlì ed ha già realizzato il censimento integrale degli alberi secolari o plurisecolari dell’Emilia-Romagna pubblicando in due volumi i risultati di questa importante ricerca.
L’Associazione ha appena terminato, nel 2013, il censimento dei Patriarchi della Provincia di Roma, con scoperte molto importanti per un totale di oltre 600 alberi monumentali censiti. Essa ha costituito a Forlì – e questo è uno dei dati più significativi – un vivaio con oltre 10.000 talee dei Patriarchi più significativi sin qui censiti, alcuni dei quali scomparsi el frattempo per decrepitezza. Tale materiale genetico è servito per creare alcuni Giardini dei Patriarchi nella regione Emilia-Romagna (presso la casa-museo dei fratelli Cervi a Gattatico, a Villa Ghigi sopra Bologna, a Cesenatico, ecc.). L’Associazione cura da anni il Giardino dei frutti dimenticati ideato anni addietro dal grande poeta Tonino Guerra a Pennabilli (Rimini) nel Montefeltro.
Ora è la volta di questo speciale Giardino dei Patriarchi dell’Unità d’Italia alla Villa dei Quintili. Ma ecco i venti Patriarchi che, regione dopo regione, rappresentano il nostro Paese, i suoi diversi paesaggi e ambienti, con essenze secolari o addirittura millenarie. Un omaggio quindi all’Unità d’Italia in uno dei luoghi più belli e significativi della sua Capitale. 

I 20 PATRIARCHI

Valle d’Aosta: pero Brusson (il pero più grande e vecchio della Val d’Aosta)
Piemonte: melo PUM dal Bambin (uno dei meli più grandi del Piemonte)
Liguria: olivo di San Remo millenario (l’olivo più antico della Liguria)
Lombardia: ciliegio di Besana in Brianza (forse il ciliegio selvatico più grande d’Italia)
Trentino Alto Adige: melo di Fondo (il melo più vecchio d’Italia e forse d’Europa)
Friuli V.G.: melo di Campone (il più grande del Friuli) 150 anni,
Veneto: olivo di San Vigilio (olivo millenario sulle rive del Garda)
Emilia Romagna: cotogno antico Faenza (fra i più vecchi d’Italia, produce frutti quasi privi di tannino che si mangiano come mele) 
Toscana: corniolo di Montieri (fra i più grandi d’Italia)
Marche: olivo di Campofilone (fra gli olivi più longevi delle Marche)
Umbria: noce di Poggiodomo, Perugia, (il più grande d’Italia di oltre 5 metri di circonferenza)
Abruzzo: fico Reginella di Bucchianico (antica varietà locale)
Molise: olivo di Veanfro (millenario, coltivato già in epoca romana)
Lazio: melograno di Roma (San Giovanni in Laterano, fra i più vecchi d’Italia)
Campania: vite di Taurasi (vite plurisecolare e di dimensioni enormi)
Puglia: fico di Otranto (varietà autoctona, fra le più antiche)
Basilicata: olivo maiatica di Ferrandina (olivo millenario, il più antico della Basilicata)
Calabria: vite Mantonico di Bianco (vitigno risalente all’epoca magno-greca)
Sicilia: vite Corinto Bianco (vitigno portato in Italia dai Greci oltre duemila anni fa) 
Sardegna: olivo Luras (3800 anni, il più antico d’Europa, 13 metri di circonferenza)

Il giardino, oltre ai vialetti per i camminamenti, è stato arricchito da siepi divisorie, fra un vialetto e l’altro, e sono costituite da essenze arbustive autoctone come: alterno, ginestra odorosa, ginestra dei carbonai, scotano, agno casto, sanguinello, fragola ed altre essenze.


Il progetto del Giardino è dell’architetto Massimo de Vico Fallani con architetto junior Nicola Macchia. Direttore dei lavori architetto Angela Veneziano. Direttore operativo geometra Giampaolo Rimedio. Collaboratore alla Direzione dei lavori dottor Francesco Buzi. Assistente ai lavori Alessandro Licciardello. Impresa esecutrice: Angelo Angeloni



Associazione Nazionale Patriarchi d’Italia Via Fossato Vecchio, 33 - 47121 Forlì; info@patriarchinatura.it.

Comitato per la Bellezza, Vicolo San Celso, 4 00186 Roma v.emiliani@virgilio.it