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ENVIRONMENT AND OLD LANDSCAPE

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giovedì 19 aprile 2018

ASSOCIAZIONE GRANDI PATRIARCHI : IL PRESIDENTE GUIDI DONA DELLE ANTICHE VARIETA' DI PIANTE DA FRUTTO A FRANCESCO





ATTESA DI FRANCESCO......



GUIDI PRONTO......




PAPA FRANCESCO RICEVE LA PIANTA DALLE MANI DI GUIDI, PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE


PAPA FRANCESCO ASCOLTA


UN CONTATTO CON LA NATURA



GESTO DI BENEDIZIONE DEL PAPA






LA PIANTA VIENE CONSEGNATA
PRIMA DELLA PIANTUMAZIONE NEL ROSETO



GIARDINI VATICANI





VENGONO PIANTATE LE PIANTE NEL ROSETO DEI GIARDINI VATICANI


SI SCEGLIE IL LUOGO

ROSETO E SULLO SFONDO LA CUPOLA






VILLA DEI QUINTILI
GUIDI E GHIROTTI A COLLOQUIO




Donazione da parte dell’associazione Patriarchi della Natura di alcune piante di frutti antichi per il Frutteto del Santo Padre presso i Giardini Vaticani

Dopo la donazione al Santo Padre del Cipresso di San Francesco, avvenuta il 24-03-2016 l’Associazione Patriarchi della Natura in Italia di Forlì ha donato un piccolo frutteto dei patriarchi arborei più significativi e a rischio di estinzione da mettere a dimora presso i Giardini Vaticani, in modo che Papa Francesco possa avere a disposizione alcuni frutti che maturano in periodi diversi, frutti dal sapore unico a dalle elevate proprietà nutraceutiche.
Il progetto del “Frutteto del Papa” consiste nell’allestimento di una area all’interno dei famosi Giardini Vaticani, dove sorge il roseto e dove sono messe a dimora alcune giovani piante che in pochi anni daranno i prelibati frutti.
Da specificare che tali piante non sono i figli, ma i gemelli di alcuni dei patriarchi da frutto più significativi e a rischio di estinzione d’Italia. Il frutteto del Santo Padre sarebbe in realtà una piccola banca del germoplasma per la conservazione genetica di alcune delle piante più rustiche e resistenti alle avversità  manifestatesi nel corso del tempo. Le 8 piante (una per varietà) sono queste:

il susino di San Giovanni che proviene dalla Basilicata e matura i suoi dolci frutti a metà giugno;
il Biricoccolo della Romagna, detto anche “albicocco nero del Papa” dai frutti vellutati che maturano a luglio;
il pero San Giovanni che matura appunto il 24 giugno;
il melo di Para, una vecchia pianta dell’appennino forlivese, in provincia di Forlì Cesena, dai frutti ricchi di antiossidanti che maturano a settembre;
il mandorlo di San Giovanni Rotondo (il paese di Padre Pio), uno dei mandorli più grandi d’Italia che misura oltre 4 metri di circonferenza e che matura a fine settembre;
il melo di Fondo, che viveva in Trentino ma che è stato riprodotto dall’associazione Patriarchi prima della sua fine;
il melograno Grossa di Faenza, in provincia di Ravenna, che produce frutti fino a 1,5 kg che maturano a fine ottobre, inoltre il melograno è pianta beneaugurante ed è ricco di antociani che fanno bene al cuore);
il fico Natalino che proviene dalla Basilicata , gemello di uno dei fichi più grandi d’Italia   che matura a Natale.

Come si può notare sono tutte piante di grande importanza genetica e ricche di storie legate all'uomo, ma sono anche piante molto rustiche che non hanno bisogno di trattamenti chimici; nel tempo potremmo aggiungere anche qualche altra pianta significativa, anche in base alla disponibilità degli spazi; in questo modo il frutteto che crescerà in un luogo molto importante come i Giardini Vaticani sarebbe anche un luogo di conservazione di piante storiche di valore culturale e non solo genetico. Questo modello di giardino-frutteto che permette di conservare i geni delle piante più antiche dovrebbe essere preso come riferimento e riprodotto anche in altri Paesi dove la biodiversità è a rischio di estinzione. La donazione è stata caldeggiata dalla Commissione Permanente per la Tutela dei Monumenti Storici e Artistici della Santa Sede e pienamente condivisa dal Governatorato della Città del Vaticano. L'iniziativa è infatti in piena sintonia con il magistero del Santo Padre e in particolare con le raccomandazioni dell'Enciclica Laudato si'»


L’Associazione Patriarchi della Natura in Italia di Forlì, che ha come simbolo il Pinus longaeva che cresce in California, uno degli alberi più longevi del mondo con i suoi 4800 anni di età, svolge attività di divulgazione, informazione, promozione e valorizzazione degli aspetti naturali del territorio e della cultura rurale; si occupa degli alberi monumentali italiani a 360 gradi, avendo particolare attenzione a tutto ciò che sta loro "intorno", come gli aspetti storici, culturali e paesaggistici del territorio e delle comunità locali. Realizza censimenti, monitoraggi, progetti di ricerca, pubblicazioni, banche dati, mostre fotografiche, pubbliche conferenze, consulenze tecniche ed altre iniziative; interviene presso le Istituzioni pubbliche per segnalare e contrastare situazioni che possono minacciare la sopravvivenza dei vecchi alberi e degli habitat naturali. Uno specifico interesse viene riservato alla conoscenza dei vecchi alberi da frutto e alla tutela della biodiversità rurale, specie ai fini della conservazione delle antiche varietà e cultivar agrarie e della valorizzazione dell’alimentazione e della cucina tradizionale delle varie regioni d’Italia. Gestisce inoltre un archivio dati di oltre 12.000 patriarchi arborei d'Italia che viene periodicamente aggiornato ed implementato. L'Associazione ha soci e collaboratori su tutto il territorio nazionale attraverso i quali ha costituito una "rete" di relazioni, la "Rete dei Patriarchi", funzionale al conseguimento delle finalità statutarie. Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: www.patriarchinatura.it



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