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ENVIRONMENT AND OLD LANDSCAPE

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giovedì 20 giugno 2019

CONVEGNO ROMA - TURISMO, CULTURA - ROMA





Comitato Roma 150  Associazione R. Bianchi Bandinelli
Roma Nuovo Secolo  Comitato per la Bellezza

Martedì 25 giugno  ore 15,30 
Università Valdese, via Pietro Costa, 40 (piazza Cavour)

Ricominciamo da Roma/2

Questo turismo senza regole
sta degradando Roma. Proposte
Coordinano i lavori Andrea Costa e Vittorio Emiliani

Introduzione ai temi dell'incontro
di Alberto Benzoni,saggista politico

Grande risorsa, un'offerta di posti letto mal gestita, lasciata dilagare
di Vittorio Emiliani, giornalista scrittore

Un diluvio di aperture legali e illegali di locali, continuo attacco ai piani
di Nathalie Naim, consigliere I Municipio, presidente prima commissione

Due ricette per il futuro: tutelare la storia, ripopolare le strade
di Paolo Berdini, urbanista 

Un turismo disordinato e veloce non valorizza il patrimonio culturale. Tutela da ricostruire
di Rita Paris, archeologa

Testimonianza
di Bruno Piattelli, stilista, imprenditore, ex presidente Ente Provinciale del Turismo di Roma

L'esempio di Barcellona e di altre città, no alle illegalità, sì ai piani
di Andrea Costa, giornalista, presidente Comitato Roma 150

All'EUR succede qualcosa di nuovo
di Carmen Lalli, archeologa, assessore alla Cultura, IX Municipio

CONCLUSIONI

mercoledì 21 novembre 2018

VITTORIO EMILIANI - PRESENTAZIONE NUOVO LIBRO





GIOVEDI’ 29 NOVEMBRE 2018 - ORE 17:00
“ROMA CAPITALE MALAMATA”





Non c’è altra città «capitale» quanto Roma: enorme centro di potere nell’antichità e poi con la Chiesa universale. Eppure è con una maggioranza mediocre che il Parlamento dell’Italia unita il 23 dicembre 1870 vota il trasferimento della capitale da Firenze, secondo una volontà che era stata di Cavour, oltre che di Garibaldi e Mazzini. Capitale «inevitabile», ma fra invidie taglienti. Una immagine sempre contrastata: matrona e ladrona, civilizzatrice e corruttrice. Scelte urbanistiche errate e speculazioni voraci, anche vaticane, ne intasano il centro, segregano l’immigrazione tumultuosa. Capitale incompresa dagli intellettuali, difesa dal solo Gabriele D’Annunzio, più tardi da Antonio Cederna. «Un suk» per Goffredo Parise, «la morte» per Mario Soldati. Questa è la cronaca viva e sofferta di due secoli in cui Roma è cresciuta di 15 volte. Ingovernabile senza strumenti speciali.


Incontro con Vittorio Emiliani, autore del libro, e Stefano Costantini, caporedattore della Cronaca di La Repubblica Roma.


Vittorio Emiliani, giornalista e scrittore, con il Mulino ha pubblicato «Il furore e il silenzio. Vite di Gioachino Rossini» (nuova ed. 2018) e «Il fabbro di Predappio. Vita di Alessandro Mussolini» (2010). Fra i suoi libri più recenti: «Cinquantottini. L’Unione goliardica italiana e la nascita di una classe dirigente» (Marsilio, 2016) e «Lo sfascio del belpaese. Beni culturali e paesaggio da Berlusconi a Renzi» (Solfanelli, 2017).

Ingresso libero. E’ gradita la prenotazione. Non è garantito il posto a sedere. In occasione della presentazione il libro sarà disponibile con uno sconto speciale del 15% (per i Soci) e del 10% (per i non Soci)

Informazioni e prenotazioni:
Punto Touring: Piazza Ss. Apostoli 62/65 - Roma - tel. 06-36005281 fax 06-36005342
e-mail: libreria.ptroma@touringclub.it

giovedì 22 marzo 2018

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - VITTORIO EMILIANI - COMITATO PER LA BELLEZZA







Tre richieste per salvare Villa Borghese e Piazza di Siena

Chiediamo che, a tempi brevissimi, gli assessori capitolini allo Sport e all’Ambiente chiariscano ai cittadini come stanno realmente le cose in relazione alla notizia – pubblicata da tutta la stampa romana – di un accordo con il CONI e con la Federazione Sport Equestri (FISE) col quale si affiderebbe ai due enti di gestire Piazza di Siena e il Galoppatoio di Villa Borghese per le gare ippiche che vorranno, con contratti rinnovabili e per ben otto anni nelle intenzioni della FISE, utilizzando la Casina dell’Orologio per “ricevimenti”, trasformando anche il Galoppatoio in un impianto sportivo permanente, e rendendo stabili le tribune e gli altri impianti: in pratica, una sostanziale, continuata “privatizzazione” di Piazza di Siena e del Galoppatoio, escludendo dal suo pieno godimento i cittadini romani ai quali lo Stato invece la destinò acquistandola nel 1901.
Chiediamo che, al contrario, entro l’estate, si concretizzi l’impegno a trasferire, dal prossimo 2019, il Concorso Ippico in altra sede. Da qualche anno – e con una impressionante progressione – il Concorso Ippico di Piazza di Siena si è trasformato in un pretesto per occupare per circa due mesi (fra preparazione, concorso e ripristino della zona) tutta l’area circostante, fino alla cancellata del Giardino del Lago: una marea di bancarelle e di rumorose installazioni che rendono inaccessibile una vasta area di Villa Borghese e ne fanno un indecoroso suk. A questo s’aggiungono i continui danni, irreparabili, alla vegetazione dei giardini storici, e il via vai di mezzi pesanti il cui ingresso è vietato dalle leggi di tutela. 
Nel contempo suggeriamo come nuova sede del Concorso stesso lo Stadio dei Marmi, dove si svolge già con successo il prestigioso Concorso ippico internazionale del Longines Global Champions Tour.  Una location perfetta perché non necessita di lavori di allestimento, si inserisce nel quadro di un Foro Italico destinato alla pratica di tutti gli sport e dispone di ampi parcheggi. Lo stesso vale per l’ippodromo di Tor di Quinto, prestigiosa sede del centro ippico dei Lancieri di Montebello, ai piedi della collina Fleming.
Chiediamo che, essendo già la "città storica di Roma" qualificata Sito Unesco Patrimonio dell'Umanità e la stessa Villa Borghese inserita nella apposita Carta Unesco, essa venga tutelata con ben altra attenzione ed energia stornando definitivamente la minaccia di una "privatizzazione" come quella contenuta nella convenzione fra Comune, Coni e Fise per Piazza di Siena e per il Galoppatoio, ed eliminando per sempre lo sconcio, intollerabile parcheggio di pullman turistici dall'ingresso del Valadier da piazzale Flaminio verso l'interno. Oltre tutto, la Carta mondiale di Firenze del 1981 prevede che nei luoghi storici dalla stessa protetti gli eventi possano essere soltanto eccezionali e non invece continui. Non siamo fra quanti vorrebbero conservare questi beni come in una teca, ma riteniamo che nelle Ville Storiche siano possibili soltanto attività e strutture discrete, compatibili con l'assetto antico e con la funzione pubblica delle Ville medesime, come, ad esempio, la Casa del Cinema e la Ludoteca della Casina di Raffaello.
Da ultimo ci chiediamo: ma cosa stanno facendo o si propongono di fare, davanti a tanti stravolgimenti di un bene storico, artistico e paesaggistico di valore planetario quale Villa Borghese, la Sovrintendenza Capitolina e la Soprintendenza statale? Rimanere a guardare?    
.    
Vittorio Emiliani Comitato per la Bellezza  Carlo Troilo Osservatorio Roma
             
aderiscono

Desideria Pasolini dall'Onda, fondatrice di Italia Nostra
Licia Vlad Borrelli, archeologa, specialista del restauro
Fulco Pratesi, presidente onorario WWF
Dacia Maraini, scrittrice
Valerio Magrelli, poeta,  scrittore, docente universitario
Alberto Asor Rosa, saggista, Università La Sapienza
Adriano La Regina, presidente Istituto Naz. Archeologia e Arte, accademico dei Lincei
Vezio De Lucia, urbanista e saggista
Alix Van Buren, presidente Amici di Villa Borghese
Luigi Manconi, sociologo e scrittore
Antonello Falomi, presidente Associazione ex parlamentari
Paolo Berdini, urbanista e saggista
Massimo Teodori, storiografo
Gianni Mattioli, fisico, fondatore di Legambiente
Nicola Spinosa, storico dell'arte, già soprintendente Polo Museale di Napoli
Andrea Emiliani, storico dell'arte, accademico dei Lincei
Bruno Toscano, storico dell'arte, professore emerito Roma Tre
Jadra Bentini, presidente Italia Nostra Bologna, già soprintendente
Guido Pollice presidente Verdi Ambienti Società (VAS) con l'intero esecutivo
Giuseppe Cederna, attore e scrittore
Silvia Danesi Squarzina, storica dell'arte
Luigi Piccioni, storico dei Parchi Nazionali, Università di Reggio Calabria
Maria Pia Guermandi, coordinatrice Emergenza Cultura, archeologa
Comitato per la Difesa di Villa Borghese
Associazione Amici di Villa Strohl Fern
Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio
Pietro Giovanni Guzzo, Ist. Naz. Archeologia e Arte, accademico dei Lincei
Ruggero Martines, già soprintendente Roma e Puglia
Fausto Zevi, archeologo, docente alla Sapienza
Alberto Benzoni, presidente Roma Nuovo Secolo
Chiara Frugoni, storica dell'arte, medievista
Andrea Manzella, costituzionalista
Francesco Pardi, paesaggista, Università di Firenze
Giorgio Nebbia, pioniere dell'ambientalismo, professore emerito Bari
Paolo Maddalena, vice-pres, emerito Corte Costituzionale
Alberto Abruzzese, sociologo e saggista
Umberto Croppi, Associazione "Una città"
Mario Morcellini, consigliere Comunicazione della Sapienza, Roma
Giorgio Boscagli, biologo, Gruppo dei 30, già direttore di Parchi Nazionali
Francesco Mezzatesta, fondatore della LIPU
Carlo Pavolini, già docente archeologia classica
Lorenzo Lavia, attore e regista
Gabriele Simongini, critico, docente all'Accademia di Belle Arti di Roma
Celestino Spada, Economia della Cultura
Vincenzo Scolamiero, docente Accademia di Belle Arti Roma, pittore
Cristiana Mancinelli Scotti, Forum Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio
Massimo Livadiotti, Respiro Verde
Gaia Pallottino, Coordinamento Residenti Città Storica
Annalisa Cipriani, Italia Nostra Roma
Mirella Belvisi, Italia Nostra Roma
Maria Teresa Filieri, storica dell'arte, già direttore Musei Naz. di Lucca
Nicola Scalzini, Italia Nostra
Nathalie Naim, consigliere I Municipio Roma
Giorgio Treves, regista cinema e tv
Renata Rampazzi, pittrice
Mina Welby
Luciano Manuzzi, regista cinema e tv
Andrea Camilli, archeologo, Assotecnici
Stefano Sylos Labini, ricercatore
Paola Paesano direttore Biblioteca Naz. Vallicelliana
Pio Baldi, architetto, già soprintendente Lazio
Bernardino Osio, ambasciatore
Franco Monteleone, storico radio e tv, Roma Tre
Sergio Guidi, presidente Ass. Nazionale Patriarchi della Natura
con l'intero esecutivo
Vittorio Roidi, giornalista
Maria Grazia Cianci, Dipartimento di Architettura, Roma Tre
Giancarlo Santalmassi, giornalista
Giorgio Panizzi, Circoli Fratelli Rosselli
Gianandrea Piccioli, consulente editoriale
Guido Melis, storico dell'Amministrazione, Sapienza, Roma
Ugo Leone, professore emerito Scienze Ambientali, Napoli
Carlo Clericetti, giornalista
Maurizio Fiasco, sociologo
Pino Coscetta, giornalista scrittore
Giuseppe Lo Mastro, avvocato
Emilio Drudi, giornalista scrittore
Renato Parascandolo, già responsabile Rai Educational
Montse Manzella
Andrea Costa, Ass. Roma Nuovo Secolo
Stefano Sepe, docente Storia dell'Amministrazione
Annarita Bartolomei
Ferdinando Zucconi Fonseca, già presidente di Cassazione
Raffaella Prandi, giornalista
Vittorio Sartogo, Ass. Insieme Roma
Daniele Protti, giornalista
Giuseppe Sfligiotti, dirigente industriale
Dina Nascetti, per il comitato Vivere Trastevere
Paola De Vecchi, per il Comitato Trionfalmente
Pino Galeota, coordinatore Corviale Domani
Giuseppe Morabito, Giustizia e Libertà
Federico Sandrone, urbanista
Domenico Finiguerra, Stop a consumo di suolo
Riccardo Picciafuoco, Salviamo il Paesaggio Marche
Michele Boato, Ecoistituto Veneto
Oreste Magni, Ecoistituto Valle del Ticino
Gabriella Lalìa, pres. Ass. Oltrelasiepe Arcevia
Fiorenza Rossetto,Salviamo Bracciano
Antonio Tomei, Salviamo il Paesaggio Latina
Luigi Scarsi, Stop al consumo di suolo

martedì 11 aprile 2017

VITTORIO EMILIANI - LO SFASCIO DEL BELPAESE - NOVITA' LIBRARIA



PRESENTATA IERI A ROMA
ALLA FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA L'ULTIMA PUBBLICAZIONE DI VITTORIO EMILIANI




VIAGGIO NEI BENI CULTURALI E NEL PAESAGGIO  CONTEMPORANEO

LE VICENDE DELLA TUTELA IN ITALIA

ALLA LUCE DELL'APPLICAZIONE DELL'ARTICOLO 9 DELLA COSTITUZIONE:


"  LA REPUBBLICA TUTELA IL PAESAGGIO E IL PATRIMONIO STORICO E ARTISTICO DELLA NAZIONE"



SOLFANELLI EDITORE, 2017


15 EURO



DALLA PREFAZIONE

Questo libro è la cronaca di un autentico "suicidio" culturale: quello della Nazione italiana. Col tradimento, quotidiano ormai, dell'articolo 9 della Costituzione: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione". Dove? Quando? Questo libro è costruito su fatti, cifre, notizie che diventano di per sé polemica: tanti sono i triboli inflitti, soprattutto dal 1994, alla tutela della immensa Bellezza — a parole sempre declamata — alla quale sono state prima sottratte le già modeste risorse dello Stato, fino a dimezzarle nel primo decennio del terzo millennio. Dissanguamento che ci pone al 22° posto in Europa davanti alle sole Grecia e Romania. Questo libro racconta gli assalti ai paesaggi italiani (tanti da Nord a Sud, sempre straordinari), riempiti di cemento e di asfalto strade su strade, persino quelle poderali, un folle consumo di suolo, il doppio della media europea, erodendo i Parchi stessi. Questo libro descrive ciò che stampa e tv molto spesso non descrivono: i guasti profondi e capillari di cosiddette "riforme" varate per decreto legge, per decreto ministeriale, persino tramite emendamenti dell'ultima ora, da Berlusconi a Renzi. Una situazione di paralisi e insieme di caos nell'amministrazione dei beni culturali e paesaggistici. Un libro che documenta Belpaese e Malpaese.


VITTORIO EMILIANI



martedì 1 ottobre 2013

VILLA DEI QUINTILI INAUGURAZIONE Giardino dei Patriarchi dell’Unità d’Italia AMBIENTE ITALIA, TRASMISSIONE RAI



RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Associazione Nazionale Patriarchi d’Italia
Comitato per la Bellezza


FOTO DEL 27 SETTEMBRE


COMUNICATO STAMPA

NASCE SULL’APPIA ANTICA
IL GIARDINO DEI PATRIARCHI
DELL’UNITA’ D’ITALIA

La mattina del venerdì 27 settembre 2013, alle ore 11,  presso la Villa dei Quintili, in via Appia Nuova n. 1092, si e’ tenuta la cerimonia di inaugurazione del Giardino dei Patriarchi dell’Unità d’Italia. Si tratta di un giardino davvero speciale, dove sono stati messi a dimora i “gemelli” degli alberi monumentali più significativi di tutte le regioni d’Italia. Venti Patriarchi, uno per regione o provincia autonoma.
Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione fra la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, Arpa Emilia-Romagna, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ispra, il Comitato per la Bellezza ed il patrocinio della Regione Emilia-Romagna.
Il Giardino dei Patriarchi dell’Unità d’Italia è stato realizzato – va sottolineato – con l’adesione del Presidente della Repubblica. Per la Soprintendenza per i Beni archeologici ha operato la direttrice dell’Appia Antica, Rita Paris coi suoi collaboratori, per l’Associazione Patriarchi, il presidente Sergio Guidi, e per il Comitato per la Bellezza, Vittorio Emiliani.
L’Associazione Nazionale Patriarchi d’Italia, nata in Emilia-Romagna, ha sede a Forlì ed ha già realizzato il censimento integrale degli alberi secolari o plurisecolari dell’Emilia-Romagna pubblicando in due volumi i risultati di questa importante ricerca.
L’Associazione ha appena terminato, nel 2013, il censimento dei Patriarchi della Provincia di Roma, con scoperte molto importanti per un totale di oltre 600 alberi monumentali censiti. Essa ha costituito a Forlì – e questo è uno dei dati più significativi – un vivaio con oltre 10.000 talee dei Patriarchi più significativi sin qui censiti, alcuni dei quali scomparsi el frattempo per decrepitezza. Tale materiale genetico è servito per creare alcuni Giardini dei Patriarchi nella regione Emilia-Romagna (presso la casa-museo dei fratelli Cervi a Gattatico, a Villa Ghigi sopra Bologna, a Cesenatico, ecc.). L’Associazione cura da anni il Giardino dei frutti dimenticati ideato anni addietro dal grande poeta Tonino Guerra a Pennabilli (Rimini) nel Montefeltro.
Ora è la volta di questo speciale Giardino dei Patriarchi dell’Unità d’Italia alla Villa dei Quintili. Ma ecco i venti Patriarchi che, regione dopo regione, rappresentano il nostro Paese, i suoi diversi paesaggi e ambienti, con essenze secolari o addirittura millenarie. Un omaggio quindi all’Unità d’Italia in uno dei luoghi più belli e significativi della sua Capitale. 

I 20 PATRIARCHI

Valle d’Aosta: pero Brusson (il pero più grande e vecchio della Val d’Aosta)
Piemonte: melo PUM dal Bambin (uno dei meli più grandi del Piemonte)
Liguria: olivo di San Remo millenario (l’olivo più antico della Liguria)
Lombardia: ciliegio di Besana in Brianza (forse il ciliegio selvatico più grande d’Italia)
Trentino Alto Adige: melo di Fondo (il melo più vecchio d’Italia e forse d’Europa)
Friuli V.G.: melo di Campone (il più grande del Friuli) 150 anni,
Veneto: olivo di San Vigilio (olivo millenario sulle rive del Garda)
Emilia Romagna: cotogno antico Faenza (fra i più vecchi d’Italia, produce frutti quasi privi di tannino che si mangiano come mele) 
Toscana: corniolo di Montieri (fra i più grandi d’Italia)
Marche: olivo di Campofilone (fra gli olivi più longevi delle Marche)
Umbria: noce di Poggiodomo, Perugia, (il più grande d’Italia di oltre 5 metri di circonferenza)
Abruzzo: fico Reginella di Bucchianico (antica varietà locale)
Molise: olivo di Veanfro (millenario, coltivato già in epoca romana)
Lazio: melograno di Roma (San Giovanni in Laterano, fra i più vecchi d’Italia)
Campania: vite di Taurasi (vite plurisecolare e di dimensioni enormi)
Puglia: fico di Otranto (varietà autoctona, fra le più antiche)
Basilicata: olivo maiatica di Ferrandina (olivo millenario, il più antico della Basilicata)
Calabria: vite Mantonico di Bianco (vitigno risalente all’epoca magno-greca)
Sicilia: vite Corinto Bianco (vitigno portato in Italia dai Greci oltre duemila anni fa) 
Sardegna: olivo Luras (3800 anni, il più antico d’Europa, 13 metri di circonferenza)

Il giardino, oltre ai vialetti per i camminamenti, è stato arricchito da siepi divisorie, fra un vialetto e l’altro, e sono costituite da essenze arbustive autoctone come: alterno, ginestra odorosa, ginestra dei carbonai, scotano, agno casto, sanguinello, fragola ed altre essenze.


Il progetto del Giardino è dell’architetto Massimo de Vico Fallani con architetto junior Nicola Macchia. Direttore dei lavori architetto Angela Veneziano. Direttore operativo geometra Giampaolo Rimedio. Collaboratore alla Direzione dei lavori dottor Francesco Buzi. Assistente ai lavori Alessandro Licciardello. Impresa esecutrice: Angelo Angeloni



Associazione Nazionale Patriarchi d’Italia Via Fossato Vecchio, 33 - 47121 Forlì; info@patriarchinatura.it.

Comitato per la Bellezza, Vicolo San Celso, 4 00186 Roma v.emiliani@virgilio.it





lunedì 22 aprile 2013

GRANDI ALBERI MONUMENTALI

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
Censiti oltre 600 Patriarchi nella Provincia di Roma
Vi ricordiamo che Mercoledì 24 aprile alle ore 11,30, nella Sala Peppino Impastato di Palazzo Valentini, via IV Novembre 119/A si terrà la presentazione dei risultati del Censimento dei grandi alberi della Provincia di Roma (escluso il Comune di Roma) realizzato per l’Amministrazione Provinciale dall’Associazione Patriarchi della Natura in Italia, in collaborazione con il Comitato per la Bellezza. Grandi alberi secolari e plurisecolari sono stati individuati e censiti nei parchi regionali, nelle oasi e nelle riserve naturali, vicino ai santuari, alle abbazie, alle pievi, presso i siti archeologici, all’interno della dimore storiche più antiche o in aperta campagna.
Questo lavoro “sul campo” durato due anni, dal 2010 al 2012, in 120 Comuni ha portato alla misurazione e al censimento di oltre 600 “unità arboree”, intendendo per esse i singoli esemplari, i gruppi di alberi, i filari di tre o più esemplari, i boschi monumentali. Esattamente 604 segnalazioni che andranno a costituire l’archivio di base dell’Ente che riassumerà e svolgerà le funzioni fin qui attribuite alla Provincia. Sul totale dei 120 Comuni monitorati dal gruppo di lavoro, in 95 di essi è stato censito almeno un esemplare, in altri 17 dieci e più entità arboree rilevanti. Tutti i dati raccolti sono stati analizzati, verificati, elaborati e quindi inseriti in un data-base. I punti rilevati col GPS sono stati scaricati sul PC, trattati con software specifico e visualizzati sulla cartografia.
Le antiche piante da frutto censite sono soprattutto Olivi, Castagni, Ciliegi, Peri, Noccioli, Fichi, Mandorli, Carrubi, Gelsi, Susini e Viti.
Le piante forestali e/ornamentali sono Roverelle (Quercus pubescens), Lecci (Quercus ilex), Faggi (Fagus sylvatica), Pino domestico (Pinus pnea), Cedri (del Libano, dell’Atlante, dell’Hymalaia), Cipressi comuni, Cerri, Aceri campestri, Aceri di monte, Pini di Aleppo, Platani, Querce da sughero, Farnie, Pioppi, Tigli, Bagolari.
Con alcune curiosità particolari come il Ciliegio canino, il Carpino bianco, l’Ontano nero, il Tasso, il Glicine, l’Albero di Giuda, l’Agrifoglio, l’Ailanto, il Biancospino, l’Eucalipto, il Corbezzolo.
Fra di esse vogliamo segnalare più specificatamente il Carpino bianco della Caldara di Manziana in Comune di Bracciano con oltre 5 metri di circonferenza, il quale vegeta in un luogo magico dove crescono betulle, cioè piante alpine. Molto interessanti anche i 3-4 Tassi del Semprevisa, piante plurisecolari sopravvissute in località Pian della Faggeta nel Comune di Carpineto Romano, relitti di una foresta di Tassi dell’era glaciale. Impressionante il Fico della Cattedrale, un gigante decisamente vecchio cresciuto all’interno di una chiesa abbandonata in Comune di Canale Monterano e che riceve luce dal soffitto da tempo crollato. L’Olivo di Palombara Sabina è forse il più antico dell’intero Lazio: questo patriarca più che millenario produce ancora delle olive piccole di una varietà chiamata Olivastrone, nel cavo del vastissimo tronco i palombaresi mettevano in fresco il vino per il 5 agosto, data dell’annuale pellegrinaggio alla Madonna della Neve. Infine il Ciliegio di Velletri, uno dei più grandi d’Italia: esso cresce lungo la strada che da Velletri porta a Nemi, ha un tronco di oltre 3 metri di circonferenza ed è alto quasi 18 metri, tanto che da lontano lo si può scambiare per una grande quercia.
Molti altri dati verranno forniti nella conferenza stampa di mercoledì 24 luglio, insieme a notizie sul metodo di lavoro e sul valore di questi patriarchi, in specie quelli da frutto, per la conservazione di un biodiversità altrimenti minacciata di estinzione o di deperimento.
 Associazione Patriarchi della Natura in Italia Sergio Guidi
Comitato per la Bellezza Vittorio Emiliani


venerdì 15 marzo 2013

VILLA DEI QUINTILI CERIMONIA PIANTUMAZIONE






VITTORIO EMILIANI COMITATO PER LA BELLEZZA
VILLA DEI QUINTILI 2012
UNA CERIMONIA CHE A BREVE VERRA' RIPETUTA






IL PROF. LOUIS GODART
Consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico del Presidente della Repubblica Italiana


IN VISITA ALLA VILLA DEI QUINTILI
 IL 30 SETTEMBRE 2014




IL PROF. GODART CON VITTORIO EMILIANI E SERGIO GUIDI